La strategia per trovare nuovi clienti su Twitter

Twitter è ostico per molti: il fattore più frustrante è che il funzionamento è semplicissimo, ma è difficile sfruttarlo al meglio. Spesso chi s’iscrive a Twitter si stanca presto, rifugiandosi nel più immediato Facebook. Una breve guida per farvi cambiare idea.

 

I nostri obiettivi

Difficilmente un’attività propone solo un prodotto o un servizio. Certo, uno dei mantra imprenditoriali è quello di offrire un prodotto solo, concentrando le proprie forze su di esso, perfezionandolo e sbaragliando la concorrenza. Ma ciò raramente succede.

Bene, i clienti che utilizzano quel dato prodotto o servizio ovviamente conosceranno le sue caratteristiche (ed acquistandolo sapranno che è un buon prodotto). Quindi è inutile parlarne a loro. Una migliore strategia sarà presentare ai nostri clienti gli altri servizi che la nostra attività offre e allo stesso tempo cercare di far conoscere il nostro prodotto principale ai prospect, cioè a chi non ci conosce, ma potenzialmente interessato ai nostri prodotti.

 

Fase 1. Farci seguire dai prospect

Su Twitter dobbiamo farci trovare da potenziali clienti e farci seguire da loro. Per prima cosa dovremo seguire i nostri prospect (facciamo ad esempio una lista di un centinaio di attività, dopo una attenta ricerca in rete), sperando che questi contraccambino. Occorre avere una strategia per ottenere nuovi follower: dovremo cercare il modo di inserirci nelle conversazioni di chi non ha contraccambiato il follow, attraverso queste azioni:

  1. rispondere ai tweet con tweet pertinenti e disinteressati (occorrerà conoscere a grandi linee il settore dell’attività) sperando di ottenere un follow;
  2. valorizzare il nostro interlocutore con i retweet: se diciamo ai nostri follower ciò che ha fatto l’attività (potenziale cliente), allo stesso tempo facciamo capire all’attività stessa che ha scritto qualcosa d’interessante;
  3. contrassegnare come preferiti (simbolo stellina) i tweet più interessanti di chi vogliamo ci segua.

 

Fase 2. Attirare gli opinion leader

Occorre cercare ogni giorno chi sta parlando degli argomenti alla base del nostro lavoro, applicando la stessa strategia: followretweet, preferito. Evitiamo le attività concorrenti (stiamo cercando clienti non competitors!).

Tramite la search di Twitter è possibile trovare gli opinion leader, inserendoci nelle loro conversazioni: se e quando ci ritwitteranno saremo valorizzati.

Questo lavoro sarà continuo e, per forza di cosa, andrà avanti per tentativi (se prendiamo un granchio ricordiamoci però di utilizzare il defollow).

 

Fase 3. Valorizzare il contenuto

Ora non facciamo l’errore di scrivere subito dei nostri progetti o lavori (non scriviamoci addosso!). Piuttosto, valorizziamo gli argomenti che fanno parte del nostro mondo professionale. Un esempio? Tradurre il tweet inglese di un opinion leader, adattandolo al nostro pubblico e facendolo nostro. Teniamolo a mente, non ci interessa valorizzare l’opinion leader in questione, stiamo cercando di ampliare il nostro bacino clienti. Non creiamo mai nuovi hashtag, ma utilizziamo quelli preesistenti per inserirci nelle conversazioni.

 

Fase 4. Scrivere

A questo punto è giunta l’ora di dire la nostra. Scriviamo dei nostri progetti in maniera da suscitare l’interesse e la curiosità del lettore, senza però cadere nell’autocelebrazione. Cerchiamo di raccontare qualcosa di originale, in modo che il lettore possa pensare di aver imparato qualcosa di nuovo.

Sfruttiamo il tanto celebrato storytelling: scriviamo storie di successo, con il duplice scopo di agganciare il lettore (raccontiamogli una storia che vorrebbe vivere!) e valorizzare l’attività stessa che ci ha commissionato il lavoro. Scriveremo inevitabilmente dei valori dell’attività in questione, che si ritroverà una storia da condividere sui propri social network.

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